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Come un super El Niño influisce sul clima globale

L’11 giugno, la National Oceanic and Atmospheric Administration ha emesso un avviso sull’El Niño dopo che le temperature nell’Oceano Pacifico equatoriale sono rimaste superiori alla media per diversi mesi. Dichiarare l’El Niño non è insolito, poiché essi si verificano in cicli ogni due a sette anni. Ma questo potrebbe essere straordinario.

Alcuni lo definiscono un El Niño “super” o “Godzilla”, e la NOAA prevede una probabilità dell’81% che possa svilupparsi a un livello “molto forte”, paragonabile agli El Niño storici e devastanti del 1982-1983 e del 1997-1998. Gli esperti prevedono che probabilmente raggiungerà il suo picco quest’inverno e nel 2027, portando caldo, precipitazioni e altri potenziali eventi meteorologici estremi.

Ma anche con quella previsione e con modelli climatici in grado di prevedere con fiducia cosa potrebbe accadere, ci troviamo di fronte alla prova che potrebbe essere il più forte El Niño mai registrato e alle condizioni meteorologiche estreme che ne derivano. Abbiamo parlato con scienziati dell’atmosfera e meteorologi per scoprire come si forma un El Niño “super”, perché modifica il clima globale e cosa dovremmo aspettarci nei prossimi mesi.

Ulteriori informazioni sull’El Niño:

Tommaso Rinaldi

Mi occupo di analisi geopolitica con un’attenzione particolare alle relazioni tra potenze emergenti e scenari europei. Nei miei articoli cerco di offrire una lettura chiara e strutturata di dinamiche complesse, mantenendo un approccio rigoroso. Scrivere per Eurasia significa contribuire a una comprensione più approfondita degli equilibri internazionali contemporanei.