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A 25 anni dall’11 settembre, il Partito Repubblicano non è mai stato così anti-musulmano

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Ciao lettori — oggi festeggiamo i 25 anni dall’11 settembre. A New York, a Washington e in Pennsylvania, sopravvissuti, familiari e politici si riuniscono per piangere e commemorare gli attacchi.

Oggi volevamo concentrarci su una piccola parte della storia a New York, dove l’ex sindaco Rudy Giuliani ha rivolto contro il sindaco Zohran Mamdani, musulmano, un discorso islamofobo riguardo alla partecipazione di Mamdani alle cerimonie commemorative.

Per chiarire, la sfuriata di Giuliani non è propriamente una notizia in sé; a 25 anni di distanza, egli è meno “sindaco d’America” e più l’ex avvocato di Donald Trump, radiato due volte e screditato. (E Mamdani ha partecipato all’evento, stringendogli persino la mano.)

Ma le osservazioni di Giuliani sono, purtroppo, emblematiche di un inquietante trend presente nella politica repubblicana, dove l’islamofobia aperta e aggressiva è in crescita — 25 anni dopo che una forma particolarmente odiosa di essa emerse in risposta all’11 settembre. Una differenza importante tra allora e ora? Nel 2001 molti politici cercarono di contenerla invece di alimentarla.

Come spiegò Nathan Lean, professore assistente presso la North Carolina State University e autore del libro The Islamophobia Industry, al mio collega Christian Paz lo scorso mese: “L’islamofobia ha superato il test della tavola. Oggi si possono dire cose sui musulmani con una impunità di base. Ed è istituzionalizzata nel modo in cui i pregiudizi che mirano ad altre comunità emarginate non lo sono.”

Il GOP corre sull’islamofobia nel 2026

Le elezioni di medio termine del 2026 hanno offerto una vetrina particolarmente chiara della svolta islamofoba della destra.

Giovedì, durante la seconda e ultima serata della insolita convention di metà mandato del GOP a Dallas, in Texas, il senatore Ted Cruz (R-TX) ha detto ai presenti che “comunismo” e “islamismo” si stavano alleando contro i repubblicani. “Condividono gli stessi nemici,” ha detto. “Odio cristiani. Odiano gli ebrei. Odiano il capitalismo. Odiano la Costituzione, e odiano l’America.”

In un altro passaggio del discorso di Cruz, i presenti hanno gridato “dovrebbe essere fucilato” quando Cruz ha citato Mamdani, il candidato democratico al Senato del Michigan Abdul El-Sayed (che è musulmano, e che Cruz ha detto “dice di avere un obbligo verso la legge della Sharia”), e il candidato democratico al Senato del Texas James Talarico.

Come riportano i cronisti, sia il Michigan sia, soprattutto, il Texas sono stati in prima linea nell’aumento dell’islamofobia.

Il Michigan ospita una grande popolazione musulmana in città come Dearborn e Hamtramck, e El-Sayed ha incontrato particolare ostilità; la deputata Nancy Mace (R-SC) ha scritto lo scorso mese che “Ogni singolo musulmano che ricopre cariche pubbliche in America è un cavallo di Troia, e una minaccia sia per la sicurezza nazionale sia per la nostra repubblica.”

E in Texas, come ha riferito ampiamente il New York Times lo scorso mese, l’islamofobia è diventata una questione sia di politica sia di retorica, proveniente dal governatore repubblicano Greg Abbott e da altri politici dello stato.

El-Sayed, in Michigan, ha descritto gli attacchi come un tentativo di distrarre gli elettori da altre questioni. “Mi individueranno, mi indicheranno anche il nome, come se: ‘Wow, è diverso’,” ha detto lo scorso mese. “Il mio nome non fa aumentare i prezzi del gas. Il mio nome non ci porta in guerra. Il mio nome non è la ragione per cui non puoi permetterti la spesa.”

Senza molto altro su cui basarsi, però, i repubblicani sembrano aver deciso di puntare tutto sull’islamofobia.

➨ Indovina quella canzone. Nel podcast Unexplainable di Eurasia, il team di Switched on Pop esamina come i nostri cervelli riescano a riconoscere una canzone già dai primi secondi, come essa possa influenzare la nostra percezione e cosa stiamo perdendo man mano che i successi recenti si allontanano dalle intro.

  • Lo sapevi…che i lettori giovani tendono a interrompersi intorno ai 9 anni, anche se sono lettori prolifici prima di allora? Gli editori non sono esattamente sicuri del perché — ma sperano che un nuovo approccio ai “libri per età intermedia” possa aiutare a invertire parte del declino.
  • Curiosità di oggi: Quale paese ha votato contro il riavvio delle trattative per l’adesione all’Unione Europea quest’anno? (Puoi trovare questo e altri rompicapi nel cruciverba quotidiano di Eurasia. Cerca la risposta nell’edizione di lunedì.)
  • Curiosità di ieri: Ieri abbiamo chiesto l’età del forno più antico conosciuto al mondo. Si tratterebbe di 31.000 anni. Nel 2009, gli archeologi hanno scoperto un forno antico nella Repubblica Ceca che risaliva al 29.000 a.C. ed è stato utilizzato per arrostire mammut lanosi, tra le altre cose.

Tommaso Rinaldi

Mi occupo di analisi geopolitica con un’attenzione particolare alle relazioni tra potenze emergenti e scenari europei. Nei miei articoli cerco di offrire una lettura chiara e strutturata di dinamiche complesse, mantenendo un approccio rigoroso. Scrivere per Eurasia significa contribuire a una comprensione più approfondita degli equilibri internazionali contemporanei.