La politica estera dell’UE si basa sull’unanimità — ed è in procinto di incrinarsi.
Zoya Sheftalovich e Ian Wishart analizzano la crescente frustrazione per il modo in cui l’UE gestisce la politica estera, mentre le divisioni sul finanziamento dell’Ucraina, sulle sanzioni alla Russia e sulla guerra in Iran espongono le insidie del veto. Con richieste — guidate dalla Germania e dalla Svezia — di abbandonare l’unanimità nella politica estera e di sicurezza, la domanda diventa sempre più difficile da ignorare: l’UE può ancora agire insieme quando conta davvero?
Discutono anche le conseguenze della guerra in Iran, che già si manifestano in Europa. I prezzi dell’energia stanno aumentando, le carenze di carburante per aerei iniziano a farsi sentire, e paesi come l’Italia si muovono autonomamente per assicurarsi forniture — sollevando nuove domande sulla coordinazione all’interno dell’UE.
E infine, Bruxelles si trova ad affrontare un dilemma di tipo diverso: cosa fare riguardo alle pellicce. Mentre la Commissione si prepara a rispondere a una petizione cittadina firmata da oltre 1,5 milioni di persone che chiede un divieto in tutta l’UE, sembra destinata a fermarsi sul nascere — nonostante un settore in declino, la crescente pressione pubblica e gli avvertimenti dei propri consiglieri scientifici.
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