Dati regionali indicano che le regioni del nord e del centro guidano la partecipazione, con l’Emilia-Romagna, il Friuli Venezia Giulia e la Lombardia che finora registrano l’affluenza più alta. Le regioni del sud, tra cui Calabria, Basilicata e Sicilia, sono in ritardo.
Nel cuore della votazione c’è una riforma della magistratura italiana profondamente contestata. L’elemento più controverso è una proposta di ridefinire la modalità di selezione dei membri del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) — l’organo che governa le carriere dei giudici. Invece di essere eletti, la maggioranza dei membri verrebbe selezionata tramite sorteggio.
I sostenitori della riforma sostengono che il cambiamento romperebbe l’influenza delle fazioni interne alla magistratura e ridurrebbe la politicizzazione. I critici affermano invece che potrebbe minare il merito e la rappresentanza, potenzialmente permettendo a candidati poco qualificati e politicizzati di supervisionare decisioni chiave su nomine e procedimenti disciplinari.
Altri due aggiornamenti sull’affluenza sono previsti per le 19:00 e le 23:00 di domenica, con i risultati finali attesi dopo la chiusura dei seggi lunedì alle 15:00. Il referendum non richiede una soglia minima di partecipazione, il che significa che la riforma sarà approvata o respinta basandosi unicamente sulla maggioranza dei voti espressi.