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Governo olandese autorizza hub di rimpatrio per migranti fuori dall’UE

I centri di rimpatrio sono un elemento controverso di una riforma migratoria di grande rilievo presentata l’anno scorso dalla Commissione europea, sotto la pressione dei governi di destra in tutto il blocco.

L’idea è evitare che i migranti restino a lungo in un Paese in cui il loro asilo è stato rifiutato, perché il Paese ospitante non li rimanda indietro o per altre ragioni. Istituire centri per elaborare le domande di asilo al di fuori dell’UE segue una logica analoga: dare priorità all’ingresso dei migranti le cui domande sono state approvate.

Il primo hub di rimpatrio non UE, la cui ubicazione non è stata ancora annunciata nel contesto di colloqui in corso con diversi governi extra-UE, verrebbe probabilmente utilizzato non solo dai Paesi Bassi ma anche da Grecia, Germania, Austria e Danimarca, tutti paesi che hanno sostenuto uno sforzo per inasprire i controlli sull’immigrazione verso l’UE.

I Paesi Bassi stanno collaborando con Danimarca, Malta e Svezia su opzioni per l’elaborazione delle domande di asilo al di fuori dell’Europa, secondo un diplomatico dell’UE a cui è stato concesso l’anonimato per discutere i piani. L’Italia ha avuto un accordo simile con l’Albania dalla fine del 2023, ma l’impostazione di Roma è sperimentale e ha suscitato diverse sfide legali.

Il governo olandese ha informato il parlamento del paese nel corso del fine settimana di non vedere ostacoli legali all’allestimento del hub di rimpatrio e del centro di elaborazione esterna delle domande di asilo, a seguito di una revisione giuridica condotta dal Clingendael, un think tank.

Mentre il governo non ha ancora annunciato una località per l’impianto, sono in corso trattative con diversi Paesi candidati e un accordo per istituirlo è probabile che venga annunciato entro i prossimi sei-sette mesi, secondo lo stesso diplomatico.

Tommaso Rinaldi

Mi occupo di analisi geopolitica con un’attenzione particolare alle relazioni tra potenze emergenti e scenari europei. Nei miei articoli cerco di offrire una lettura chiara e strutturata di dinamiche complesse, mantenendo un approccio rigoroso. Scrivere per Eurasia significa contribuire a una comprensione più approfondita degli equilibri internazionali contemporanei.