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Cina: il partner abusivo che l’UE non riesce a lasciare

La UE è finalmente pronta a prendere sul serio la Cina?

Questa è la domanda che sempre più domina le conversazioni a Bruxelles, mentre cresce la paura che l’Europa sia schiacciata dalla macchina industriale di Pechino.

La conduttrice Sarah Wheaton è affiancata da Sander Tordoir del Centre for European Reform, Grzegorz Stec di MERICS e Jordyn Dahl di POLITICO per discutere gli sforzi della Commissione europea nel forgiare una posizione comune sulla Cina. Con la deindustrializzazione già visibile in diverse parti del continente, le tensioni sociali aumentano e alimentano il sostegno a forze politiche radicali.

Mentre la Cina inonda il blocco con importazioni economiche a basso costo, le industrie strategiche faticano a reagire. Ma agli europei piacciono davvero molti dei prodotti cinesi che invadono il continente — dalle auto elettriche ai pannelli solari e all’elettronica.

Quindi fin dove è davvero disposto Bruxelles ad andare per proteggere l’industria europea? L’UE può rimanere unita una volta che i costi economici iniziano a farsi sentire? E l’Europa ha finalmente raggiunto il proprio momento di shock nei confronti della Cina?

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Tommaso Rinaldi

Mi occupo di analisi geopolitica con un’attenzione particolare alle relazioni tra potenze emergenti e scenari europei. Nei miei articoli cerco di offrire una lettura chiara e strutturata di dinamiche complesse, mantenendo un approccio rigoroso. Scrivere per Eurasia significa contribuire a una comprensione più approfondita degli equilibri internazionali contemporanei.