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Dipartimento della Guerra Santa | Eurasia

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth nutre da tempo una notevole fascinazione per le Crociate. Esatto: le Crociate, quella serie di conflitti medievali tra la fine dell’XI secolo e il XIII secolo in cui gli europei lottavano per controllare la Terra Santa. Ha tatuaggi che richiamano le Crociate, tema che è emerso durante la sua audizione di conferma nel 2025. E il suo libro del 2020 porta il titolo Crociata Americana. L’ultimo capitolo si intitola Rendi di nuovo grande la Crociata.

Hegseth descrive le Crociate come una «guerra difensiva» in cui il cristianesimo avrebbe dovuto reagire o rischiare di essere sopraffatto dall’Islam. Secondo il professor Matthew Gabriele, docente di storia medievale, si tratta di una semplificazione estremamente riduttiva della storia reale. E guardare al passato in questo modo potrebbe avere, forse, delle conseguenze potenzialmente pericolose sul conflitto in Iran attualmente in corso.

Questa fissazione per le Crociate di Pete Hegseth potrebbe sembrare una peculiarità della personalità, come lo zio appassionato di sommergibili della Seconda Guerra Mondiale. Ma quando questa visione del mondo influenza il modo in cui un segretario alla Difesa pensa ai conflitti moderni, non si tratta più solo del passato — e inizia a plasmare il futuro.

Il produttore di Eurasia, Nate Krieger, ha preso in esame da vicino questa «Guerra Santa» per indagare la storia reale delle Crociate e per capire in che modo l’interesse di Pete Hegseth per la storia medievale potrebbe effettivamente influenzare la politica estera degli Stati Uniti e il futuro della guerra in Iran.

Tommaso Rinaldi

Mi occupo di analisi geopolitica con un’attenzione particolare alle relazioni tra potenze emergenti e scenari europei. Nei miei articoli cerco di offrire una lettura chiara e strutturata di dinamiche complesse, mantenendo un approccio rigoroso. Scrivere per Eurasia significa contribuire a una comprensione più approfondita degli equilibri internazionali contemporanei.