eurasia-rivista.org

inv

LE MOSSE DELLA CINA NEL SETTORE DELLA DIFESA

Repubblica Popolare Cinese :::: Andrea Fais :::: 3 gennaio, 2013 :::: Email This Post   Print This Post
LE MOSSE DELLA CINA NEL SETTORE DELLA DIFESA

Con il Congresso andato in archivio lo scorso mese di novembre, il Partito Comunista Cinese ha ridefinito le sue gerarchie e i suoi quadri, assegnando le nuove cariche in seno al Comitato Centrale. Non appena il neoeletto segretario generale Xi Jinping assumerà l’incarico di presidente della Repubblica Popolare al posto di Hu Jintao, la nuova composizione del governo prenderà forma in maniera definitiva. Nel frattempo, il futuro presidente ha già ricevuto la nomina alla presidenza della Commissione Militare Centrale, duplice organo supremo (del Partito e dello Stato) per quanto riguarda il settore difensivo e strategico. Vista la sostanziale sovrapposizione tra le due diramazioni – quella del Partito e quella dello Stato – Xi Jinping, in attesa dell’insediamento previsto per il prossimo marzo, potrà valutare e indicare i nuovi quadri della Commissione Militare Centrale del Partito Comunista Cinese, che andrà a dettare la composizione della Commissione Militare Centrale della Repubblica Popolare Cinese. Ambedue gli organismi, come da prassi, saranno presieduti da Xi Jinping. Hu Jintao, infatti, ha rinunciato al diritto di mantenere la presidenza della Commissione Militare Centrale per altri due anni, lasciando al suo vicario un ampio margine di manovra.

C’è molta attesa nelle file degli alti gradi dell’Esercito Popolare di Liberazione prima di conoscere il nome del nuovo ministro della Difesa, che andrà a sostituire il generale Liang Guanglie, ormai prossimo al ritiro per sopraggiunti limiti di età (73 anni). Sebbene non siano da escludere sorprese o clamorose novità dell’ultimo momento, i “candidati” in lizza per la sua sostituzione sono sostanzialmente soltanto due: il generale Fan Changlong, attuale capo del Comando Militare Regionale di Jinan, e il generale Xu Qiliang, comandante in capo uscente dell’Aviazione Nazionale dell’Esercito Popolare di Liberazione. Durante lo scorso mese di novembre, entrambi sono stati promossi al grado di vicepresidenti della Commissione Militare Centrale(1), sostituendo rispettivamente il generale Guo Boxiong (71 anni) e il generale Xu Caihou (71 anni) nei due posti riservati ai militari delle tre cariche di vicepresidente, dove l’ultima spetta ad un dirigente politico (solitamente al vicepresidente della Repubblica Popolare Cinese). È perciò presumibile che, come da tradizione, uno dei due occuperà la carica più importante presso il dicastero della Difesa a partire dal prossimo mese di marzo. Non è possibile tirare le somme troppo in fretta, anche perché a certe regole consolidate non mancano le eccezioni, quali ad esempio quella relativa all’attuale ministro della Difesa, il generale Liang Guanglie, che non è mai stato vicepresidente della Commissione Militare Centrale bensì ne occupa un semplice posto di membro.

Fan Changlong è un uomo di ferro, viene considerato tendenzialmente vicino al presidente uscente Hu Jintao e dunque alla componente politica maggioritaria degli “statalisti”. Nasce a Donggang nel 1947 ed entra nell’Esercito nel 1969. Formatosi presso l’Accademia Militare di Pechino e la Scuola di Artiglieria di Xuanhua, nel 1995 viene promosso al rango di generale maggiore e nel 2002 nel ruolo di generale comandante. Nel 2000 è stato nominato capo di stato maggiore presso il Comando Regionale Militare di Shenyang mentre nel 2004 ha assunto il comando della Regione Militare di Jinan. Affacciata sul Mar Cinese Orientale, la Regione Militare di Jinan comprende le due divisioni amministrative dello Shandong e dell’Henan. Territorialmente è la più piccola delle sette regioni in cui è suddiviso lo spazio militare della Repubblica Popolare, tuttavia riveste un’importanza fondamentale dal punto di vista strategico. La Penisola dello Shandong è infatti affacciata sul Mar Giallo proprio di fronte alla Penisola Coreana. Negli ultimi anni il suo potenziale aeronavale è notevolmente aumentato e centri strategici come quelli di Qingdao, Weifang e Wendeng hanno incrementato le rispettive capacità militari grazie all’ingresso in servizio di nuovi sottomarini a propulsione nucleare e nuovi cacciabombardieri JH-7A(2), introdotti nel 2004 come sviluppo del vecchio modello JH-7 progettato alla fine degli anni Ottanta. L’esperienza acquisita dal generale Fan Changlong nel teatro marittimo del Mar Giallo e, più in generale, del Mar Cinese Orientale durante gli ultimi otto anni, potrebbe dunque riflettersi all’interno di un’eventuale dottrina strategica che andrebbe subito a concentrarsi sulla questione coreana, sulla questione taiwanese e sulla questione relativa alle Isole Diaoyu, recentemente tornata alla ribalta delle cronache internazionali.

Xu Qiliang è invece l’attuale comandante dell’Aviazione Nazionale ed è considerato politicamente vicino ai “mercatisti” del Gruppo di Shanghai, sorto negli anni Novanta attorno alla figura del presidente Jiang Zemin, pur tuttavia nel 2007 è stato il presidente Hu Jintao – dal 2005 divenuto anche presidente della Commissione Militare Centrale – a nominarlo comandante delle Forze Aeree, a dimostrazione dell’assoluta inesistenza di qualunque tipo di dualismo frontale all’interno del Partito, come invece pretestuosamente la stampa occidentale spesso e volentieri tende a sostenere.

Nato nel 1950 a Linqu, è entrato nell’Esercito nel 1967 e si è formato dapprima presso il I Collegio di Aviazione, l’VIII Scuola di Aviazione e la V Scuola di Aviazione delle Forze Aeree, e più avanti, negli anni Ottanta, presso il Dipartimento di Base dell’Università per la Difesa Nazionale. Promosso al rango di generale maggiore nel 1991, nel 1996 è diventato generale comandante. Ormai da cinque anni è al capo dell’Aviazione e soprattutto negli ultimi tre ha potuto imporre una sua visione strategica attraverso conferenze specializzate, articoli ed interviste. Nel 2009 ha lanciato una parola d’ordine importante, che ha attirato l’attenzione della stampa cinese e di molti analisti internazionali: il riferimento ai “cieli armoniosi”, titolo a tema di una conferenza militare internazionale svoltasi a Pechino proprio in quell’anno, potrebbe dunque trasformarsi ben presto in una nuova dottrina strategica imperniata sull’idea di integrazione tra capacità aeree e capacità spaziali e sul fondamentale concetto in base al quale soltanto la potenza e lo sviluppo della tecnologia militare garantiscono il mantenimento di un ordine pacifico e scongiurano la minaccia costituita dalla militarizzazione dello spazio(3). Una minaccia mai sopita da quando, nel 1983, Ronald Reagan annunciò al mondo l’avvio dello sviluppo della cosiddetta Strategic Defense Initiative meglio nota come “Star Wars”, e che è tornata a farsi sentire con il faraonico progetto dello “Scudo Spaziale” ipotizzato da George W. Bush e Donald Rumsfeld dieci anni fa.

Al di là del nome del prossimo ministro della Difesa, vi sono alcune direttrici strategiche comuni a tutto lo staff dello stato maggiore, fissate e disposte dal presidente Hu Jintao come ridefinizione del processo di modernizzazione e informatizzazione (xinxihua) sancito nel 2002 dal presidente Jiang Zemin. Nel rapporto esposto durante i lavori dell’ultimo Congresso, Hu Jintao ha detto: “In relazione ai requisiti di sicurezza della Repubblica Popolare Cinese e alla luce della strategia di sviluppo in tre fasi per la modernizzazione della Difesa nazionale e delle Forze Armate, dobbiamo assicurare simultaneamente lo sviluppo economico e l’incremento delle capacità militari, intensificare gli sforzi per adempiere al duplice compito storico della meccanizzazione militare e della piena applicazione delle tecnologie informatiche, cercando di completare in modo essenziale il processo di meccanizzazione e di raggiungere ulteriori stadi di sviluppo nell’integrazione tecnologica entro il 2020. Per modernizzare la Difesa nazionale e le Forze Armate, dobbiamo seguire la linea guida del pensiero militare di Mao Zedong, il pensiero di Deng Xiaoping sullo sviluppo delle capacità militari nel nuovo contesto, il pensiero di Jiang Zemin sul rafforzamento della nostra Difesa nazionale e delle Forze Armate e il pensiero del Partito sul rafforzamento della nostra Difesa nazionale e delle Forze Armate nelle condizioni storiche attuali […] Dovremo assegnare una grande importanza alla sicurezza marittima, alla scurezza spaziale e alla sicurezza nell’ambito del cyberspazio. Dovremo attivare piani di utilizzo dell’esercito in tempo di pace, espandere ed intensificare la preparazione militare e rafforzare la capacità di svolgere una vasta gamma di compiti difensivi, il più importante dei quali è quello di vincere guerre regionali nell’era informatica”(4).

Lo sviluppo scientifico menzionato più volte da Hu Jintao, la sua applicazione alla sfera difensiva, e l’esplicito riferimento allo sviluppo della sicurezza spaziale, richiamano la necessità di un’ampia concezione geostrategica che sia in grado di osservare globalmente le trasformazioni storiche, geopolitiche e militari emergenti dallo scenario internazionale per elaborare una dottrina di ampio respiro, capace di integrare tutti i nuovi settori tecnologici nei quali la Cina sta acquisendo enormi conoscenze: settore navale, settore aerospaziale e settore informatico. In questo senso, il generale Xu Qiliang potrebbe essere il favorito proprio perché ha dimostrato, più di altri ufficiali, di avere una propria “filosofia” difensiva che sembra non tralasciare nulla pur favorendo, per ovvia deformazione personale, il settore aereo. Tuttavia, l’invito del presidente uscente a procedere lungo il potenziamento del comparto navale dell’Esercito Popolare di Liberazione e l’esortazione a rafforzare le capacità di neutralizzazione delle minacce regionali all’integrità territoriale e alla sovranità nazionale della Cina, tengono saldamente in corsa anche il generale Fan Changlong, che a Jinan ha ormai dimostrato di saper gestire in modo esemplare una delle aree marittime più “calde” del Mar Cinese Orientale, dove la triangolazione di tre dispute territoriali (Penisola di Corea, Isole Diaoyu e Taiwan) pone serissimi problemi strategici che, sebbene mantengano un profilo evidentemente regionale, sono spesso in grado di ripercuotersi su scala mondiale.

 

 

 

*Andrea Fais è giornalista e saggista, e si occupa di geopolitica, geostrategia e questioni internazionali, principalmente in riferimento alle aree della Russia, della Cina, dell’India e dell’Asia Centrale. E’ autore del libro L’Aquila della Steppa. Volti e prospettive del Kazakistan (Edizioni all’insegna del Veltro, 2012); coautore, assieme a Marco Costa ed Alessandro Lattanzio, del libro La Grande Muraglia. Pensiero Politico, Territorio e Strategia della Cina Popolare (Anteo Edizioni, 2012); e coautore, assieme a Diego Angelo Bertozzi, del libro Il Risveglio del Drago – Politica e Strategie della Rinascita Cinese (Edizioni all’insegna del Veltro, 2011).

 

 

Note:

(1)   China.org.cn, Fan Changlong, Xu Qiliang appointed CMC vice chairmen, 4 novembre 2012.

(2)   A. Chang, Analysis: Shandong buildup – Part 1, Space War, 24 giugno 2008.

(3)   People’s Daily, China’s PLA eyes future in space, air: air force commander, 2 novembre 2009.

(4)   Xinhua, Full text of Hu Jintao’s report at 18th Party Congress, IX. Accelerating the Modernization of National Defense and the Armed Forces, 17 novembre 2012.

Condividi!
Tagged as: , , , , , , , ,

inv