L'Italia in campo a tutela del patrimonio archeologico dello Swat
Grazie a un accordo in via di approvazione, il nostro Paese metterà a disposizione 2.5 milioni di euro per la tutela e la promozione di importanti aree archeologiche. L'Isiao si farà carico della parte scientifico-operativa del progetto
L'Italia, tramite l'Istituto italiano per l'Africa e l'Oriente (Isiao), si prenderà cura di due aree archeologiche di grande importanza e che testimoniano la ricchezza della storia del Pakistan. Dopo oltre 50 anni di grandissimi successi dal punto di vista della ricerca archeologica sul campo, Istituzioni dei due Paesi hanno siglato un accordo che definisce tempi e modi della collaborazione. Le aree prese in considerazione dall'accordo si trovano nella valle dello Swat, il paradiso dell'archeologia buddhista. Si tratta delle aree di Barikot e Udegram, dove l'Isiao scava da oltre 25 anni: la prima è la nota città indo-greca di Bazira, la seconda comprende tra le sue rovine la terza più antica moschea del Pakistan. Entrambe le aree archeologiche, già poste sotto tutela, verranno acquisite grazie ai finanziamenti del progetto. L'Isiao, grazie allo stanziamento da parte del Governo italiano di 2.5 milioni di Euro, ha anche intenzione di stabilire un Centro di eccellenza per la promozione, lo studio e la difesa del patrimonio storico dedicato a Giuseppe Tucci, pioniere dell'archeologia italiana e fondatore dell'Ismeo (Istituto per il Medio e l'Estremo Oriente), l'ente da cui ha avuto origine l'Isiao. Le responsabilità di questo progetto molto ambizioso sono state assunte in pari misura da Isiao e dal Doam, il Dipartimento per l'Archeologia e i Musei del Governo Pakistano. L'Istituto italiano si farà carico della parte scientifico - operativa del progetto, garantirà la qualità del lavoro, la conduzione degli scavi, catalogazione e tutela dei reperti. Le competenze di Doam saranno utili per la definizione della parte burocratica, l'acquisizione di terreni da privati e il mantenimento dei corretti rapporti con le autorità federali.
Un altro importante capitolo del progetto riguarda l'investimento italiano sul capitale umano pakistano. Isiao metterà infatti a disposizione le sue competenze e le sue risorse per istituire nel Centro una sezione didattica che possa permettere al personale locale (operai, custodi, assistenti di scavo) una formazione completa e riconosciuta nei settori dello scavo archeologico, della documentazione e del restauro, nel management dei siti archeologici, ma anche nella gestione della loro vocazione turistica. Sono previsti infatti anche corsi per istituire una nuova figura professionale, quella di guida archeologica, che sarà importantisima nella gestione di una delle tradizionali risorse economiche dello Swat, il turismo archeologico. La profonda esperienza di Isiao sarà fondamentale anche per l'insegnamento degli strumenti basilari per la conservazione di un patrimonio culturale tanto ricco come quello della Repubblica Islamica del Pakistan. Gli esperti dell'Isiao hanno già collaborato alla conservazione e al restauro di altri reperti dal valore inestimabile come, per esempio, l'Esercito di Terracotta della dinastia Han.
L'Isiao è un ente pubblico che opera sotto la vigilanza del Ministero degli Affari Esteri per favorire la conoscenza delle civiltà dei Paesi dell'Africa e dell'Asia. La missione dell'Istituto, sorto nel 1995 dalla fusione dell'IsMEO (Istituto Italiano per il Medio ed Estremo Oriente) e dell'IIA (Istituto Italo-africano), è quella di operare nel campo della ricerca scientifica e della promozione culturale al fine di avvicinare l'Italia ai Paesi dell'Africa e dell'Asia. Sin dall'anno di fondazione, l'Isiao è presieduto dal professor Gherardo Gnoli.
Per informazioni: www.isiao.it
Ufficio stampa Isiao: MAB.q Srl Tino Redaelli tel. 0289289300 tino.redaelli@mabq.com
Gianluca Maggiacomo tel. 0698262330 gianluca.maggiacomo@mabq.com
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