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Il segreto americano di Nicolas Sarkozy
:::: 16 Febbraio 2009 :::: 10:50 T.U. :::: Analisi :::: http://www.agoravox.fr


Nelle stanze del potere, ci sono coloro che sono sulla scena, coloro che restano nell’ombra e, soprattutto, coloro che se ne stanno in profondità e che nessuno intravvede mai. Chi conosce Frank George Wisner ? Questo anziano diplomatico americano e uomo di rete potrebbe essere la chiave per spiegare la folgorante ascesa di Nicolas Sarkozy. Il capo di Stato francese beneficia in lui del miglior consigliere occulto per svolgere un ruolo nel procedere del mondo. A condizione che il Presidente continui a servire prima di tutto gli interessi di Washington, sia esso diretto da Bush o da Obama.




« Un neoconservatore americano dal passaporto francese » : la tagliente formula di Eric Besson all’indirizzo di Nicolas Sarkozy espressa in vista della campagna elettorale del 2007, rimane di una lucidità implacabile. Senza dubbio, il nuovo ministro dell’immigrazione non andrà più a rimettere in questione il patriottismo del suo mentore. Resta comunque il fatto che il mistero del rapido successo di Nicolas Sarkozy nella conquista del potere supremo passa per l’analisi del suo rapporto personale negli gli Stati Uniti.

A questo proposito, il destino può rivelarsi beffardo quando vuole avvantaggiare un giovane ambizioso desideroso di raggiungere i vertici. È verso la fine degli anni 70 che il lupacchiotto del RPR saprà trarre vantaggio da una fortuna incomparabile : il nuovo matrimonio della sua matrigna, Christine de Ganay, con un promettente personaggio della vita politica americana, Frank George Wisner.

Questi aveva già avuto un’eredità di notevole peso : il nome e la sinistra carriera di un uomo eccezionale nei suoi colpi clamorosi come nella sua follia, Frank Gardiner Wisner (1909-1965), co-fondatore della CIA. Wisner padre, implicato in colpi di Stato nel Guatemala e in Iran, resterà celebre per l’operazione Mockingbird (una riuscita infiltrazione dei media americani da agenti della CIA), prima di suicidarsi nel 1965 vittima della demenza. Nato nel 1938 a New York, diplomato a Princeton, il giovane Frank George non seguirà esattamente le orme del padre, ma seguirà più abilmente un tracciato parallelo : la diplomazia, di cui si conoscono le contiguità con il mondo dello spionaggio. Così egli impara l’arabo in Marocco nel suo incarico per conto del Dipartimento di Stato, prima di un breve passaggio per Algeri dopo l’indipendenza ed un lungo soggiorno in Vietnam. Di ritorno a Washington nel 1968, è incaricato degli affari tunisini. Più tardi, dopo la specializzazione nelle questioni asiatiche ed arabe, Frank George Wisner assume il ruolo di ambasciatore nello Zambia, in Egitto, nelle Filippine e in India.

Dietro queste onorevoli attività culminate in un posto di sottosegretario di Stato con Clinton e, più recentemente, nella sua mediazione per la Troika nella regolazione della crisi del Kosovo, Frank G. Wisner rimane, secondo i suoi detrattori, la chiave di volta nell’esecuzione dello spionaggio economico per conto della CIA. Meglio ancora, l’uomo è la caricature del personaggio multi-rappresentativo ed influente presente in tutti i centri reali o fantasmagorici del potere, tra i quali il famoso Council on Foreign Relations o il gruppo Bilderberg. Ma nel 1997 accade una svolta : dopo aver a lungo manovrato nel mondo felpato della diplomazia e dei servizi, Wisner si arrischia a mescolare ulteriormente i generi entrando nel consiglio d’amministrazione della Enron, la célebre compagnia energetica che, quattro anni dopo, darà scandalo e la cui gigantesca frode in California, di miliardi di dollari, non sarà mai esattamente definita, « grazie » alla scomparsa delle migliaia di pagine riguardanti la frode fiscale, nella distruzione degli uffici della SEC, gendarme americano delle operazioni di borsa, nel crollo della Torre 7 del World Trade Center.

Ironia della sorte o strana coincidenza, la sicurezza di quel grattacielo (crollato quell’11 settembre 2001 sebbene non colpito da un aereo) è di competenza della compagnia Kroll Associates, che appartiene in quel momento all'AIG, assicuratore di cui Wisner è vicepresidente. Se è vero che le imprese prestigiose sono spesso interconnesse attraverso i loro amministratori, è notevole constare il curioso ricorrere di Wisner nelle anomalie dell’11 settembre. Così, per riassumere, l’uomo specialista del mondo musulmano e dello spionaggio economico, responsabile ad alto livello di Enron e di AIG, sfugge ad ogni procedimento giudiziario nello scandalo Enron, mai del tutto definito a causa della distruzione dei particolari compromettenti nel controverso crollo di un immobile del World Trade Center che inoltre ospitava, altra felice coincidenza, gli uffici della CIA dedicati precisamente allo spionaggio economico…

A parte i legami familiari di un tempo, qual è il rapporto tra questo sinistro personaggio e Nicolas Sarkozy ?

A priori, sarebbe logico presumere che il tempo e la distanza geografica abbiano naturalmente scavato un fossato tra il capo dello Stato e la famiglia dell’ex matrigna. Non è così. A riprova di ciò, la campagna elettorale dell'UMP che ha portato trionfalmente al potere, ed al primo tentativo, Nicolas Sarkozy, ha avuto a disposizione nei suoi ranghi un attore discreto, responsabile della sezione anglofona, ma il cui nome è sufficientemente eloquente : David Wisner. Questi sembra inoltre riprendere la fiaccola della stirpe Wisner poiché lo scorso settembre, dopo aver studiato l’arabo, è stato integrato al Dipartimenti di Stato.

E, al di là del legittimo ricambio di favori del capo dello Stato nei confronti del figlio del suo padrino d’oltre Atlantico, un altro fatto passato inavvertito merita di essere citato, non come la prova ma, piuttosto, come l’indizio della volontà presidenziale di occultare l’esistenza e i torbidi intrighi di Wisner. Se in futuro verrà accertato che i famosi reati di insider trading operati alla vigilia dell’11 settembre sono stati il fatto di cittadini americani preavvisati il cui punto in comune sarebbe di trovarsi nel raccordo tra i servizi segreti e la finanza, allora non sarebbe affatto sorprendente veder figurare sulla lista di quelle persone col sentore di un « imminente attacco terroristico » un certo Frank George Wisner. Oltre al fatto che ha beneficiato della distruzione del dossier fiscale Enron mentre nello stesso tempo era responsabile della sicurezza del World Trade Center tramite la Kroll Associates ( di proprietà della AIG), una recente reazione di Nicolas Sarkozy potrebbe lasciar pensare che sull’argomento il silenzio sia d’obbligo.

In effetti, secondo il Canard Enchaîné del 24 settembre 2008, il Presidente aveva vivamente criticato l’amministratore delegato della catena info internazionale France 24, per aver organizzato un dibattito sulla « teoria del complotto » a proposito dell’11 settembre. Questa reazione di Nicolas Sarkozy potrebbe indurre al sorriso se fosse solo una conferma della sua leggendaria propensione a dettare legge su tutto, pure sulla programmazione audiovisiva. Ma, tenendo conto dell’eventuale coinvolgimento di uno dei suoi prossimi nei retroscena logistici e finanziari dell’attentato al World Trade Center, la collera presidenziale prende un tutt’altro aspetto. Con il segnale inviato in questo modo ai principali giornalisti tentati di sollevare in televisione la questione delle zone d’ombra dell’11 settembre, il messaggio deriva più dalla tacita censura su un grave argomento che dall’irritazione di un telespettatore capriccioso. Senza arrivare a fare di Wisner uno degli istigatori dell’11 settembre, è più verosimile supporre che la sua posizione e le sue relazioni l’abbiano idealmente avvantaggiato nel far parte di coloro che, « nel migliore dei casi », hanno prevenuto l’avvenimento, nel peggiore hanno partecipato con una qualsivoglia assistenza materiale, nel caso con la messa a disposizione della gestione della sicurezza elettronica delle tre torri crollate, per l’implosione di bombe pre-installate, secondo alcuni scienziati specialisti di demolizioni controllate.

Al di là delle inevitabili speculazioni sul preciso ruolo di Wisner nell’operazione dalle molteplici sfaccettature dell’11 settembre, è d’obbligo constatare che l’uomo dispone di diverse relazioni accumulate in quasi 50 anni nelle classi dirigenti degli Stati Uniti e nei circoli internazionali da potere, se necessario, favorire il giovane impetuoso politico a cui la sua sposa francese è affezionata. Nicolas Sarkozy deve molto a Jacques Chirac per la sua lenta e progressiva tessitura del corpo elettorale francese. Indubbiamente deve ancora di più a Frank George Wisner per aver ottenuto l’assenso ed il favore dell’iper-potenza occidentale.

I padrini occidentali del Presidente sconosciuti ai cittadini sono spesso i più I più temibili.


Fonte: http://www.agoravox.fr/article.php3?id_article=50256

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