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Panarin e la disintegrazione degli USA
:::: 3 Aprile 2009 :::: 14:54 T.U. :::: Informazione :::: Daniele Scalea

di Daniele Scalea*

Quando nel settembre del 1998 Panarin predisse il prossimo collasso e la disintegrazione degli USA entro il 2010, non molti considerarono realistica tale previsione. Questo non ostante l'eccellente curriculum di Igor Nikolaevič Panarin (http://www.panarin.com/): formatosi nel KGB, impiegato come analista nella FAPSI (Federal'noe Agenstvo Pravitel'stvennoj Cvjazi i Informacii, agenzia governativa russa parte del FSB), è membro dell'Accademia Militare delle Scienze russa, decano della Facoltà di Relazioni Internazionali e docente presso l'Accademia del Ministero degli Affari Esteri di Mosca. La sua analisi, così insolita, si basava tuttavia su documenti riservati della FAPSI riguardanti lo stato dell'economia e della società statunitense, ed è stata affinata in quest'ultimo decennio.

Il nome di Panarin è improvvisamente assurto all'onore delle cronache dopo la crisi finanziaria esplosa negli USA l'autunno scorso. Alcuni analisti hanno evidenziato i grossi rischi di tracollo economico che offuscano gli orizzonti di Washington (vedi ad esempio l'articolo di F. W. Engdahl “La Federal Reserve prepara un'iper-inflazione alla Weimar”, <http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkFppkFEEyYgAwxevz.shtml>); lo stesso Ministro dell'Economia italiano, Giulio Tremonti, ha recentemente parlato di «rischio collasso dell'economia statunitense che pare scongiurato» - ammettendo così che tale rischio è stato quanto meno presente in questi mesi; negli USA cominciano a farsi sentire movimenti secessionisti (vedi: <http://www.eurasia-rivista.org/cogit_content/articoli/EkFlpAZyVAGWsecFqE.shtml>) - e Panarin prevede la divisione degli USA in sei parti; l'organizzazione “LEAP/E2020”, composta da analisti ed accademici indipendenti, ha pubblicato una relazione in cui denuncia come probabile la possibilità di disordini interni o vere e proprie guerre civili, nei mesi a venire, in quei paesi in cui elevato è il tasso di diffusione delle armi da fuoco, e tra questi sono anche gli USA (“IV trimestre 2009. Début de la phase 5 de la crise systémique globale: la phase de dislocation géopolitique mondiale”, <http://www.europe2020.org/spip.php?article587〈=fr>).

Ovviamente, da qui a dire che la previsione di Panarin sia destinata senz'altro ad avverarsi il passo è lungo; tuttavia, questi e numerosi altri segnali fanno ritenere ch'essa sia quanto meno verosimile, un'ipotesi realistica per il futuro prossimo da tenersi in considerazione. Ad essersene accorti sono stati pure i media generalisti, in Russia e non solo. “Russia Today”, il canale televisivo dello Stato russo trasmesso nel mondo in lingua inglese, l'ha intervistato un paio di volte (i video integrali: http://www.youtube.com/watch?v=QVkjCQCTOEI e http://www.youtube.com/watch?v=GD-Msb7A8t4), seguito dalla “CNN” statunitense (http://www.youtube.com/watch?v=zi8-0QtCaTg), che ha però guardato alla teoria di Panarin quale mezzo per misurare la presunta ostilità della Russia verso Washington. Già a fine dicembre Andrew Osborn ha dedicato un articolo a Panarin sulle pagine del “Wall Street Journal” (“As if things weren't bad enough, Russian Professor predicts end of U.S.”, 29 dicembre 2008, (http://online.wsj.com/article/SB123051100709638419.html).

Il 31 marzo scorso lo studioso russo è stato intervistato da “Sky News”, ed ha paragonato Barack Obama e Michail Gorbačëv: entrambi sono assurti alla presidenza dei rispettivi paesi facendo grandi promesse e suscitando enormi speranze ed entusiasmo nel mondo intero ma, al pari dell'ultimo Presidente sovietico, anche Obama sarebbe destinato a fallire, a giudizio di Panarin, e ad assistere alla disintegrazione della federazione di cui è a capo.
“Eurasia” pubblicherà, in uno dei prossimi numeri, un'intervista esclusiva con Igor Panarin, che inoltre a maggio sarà in Italia, sempre su invito della nostra rivista, per tenervi una conferenza.


* analista e redattore di "Eurasia. Rivista di studi geopolitici"

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