S.E. On. Franco Frattini Ministro degli Affari Esteri Palazzo della Farnesina Roma
Eccellenza,
circa quattro mesi or sono, il 17 febbraio 2008, una delle due province autonome della Serbia, il Kosovo, proclamò unilateralmente la propria indipendenza. Alcuni paesi occidentali, gli Stati Uniti per primi, procedettero formalmente a riconoscere tale indipendenza. L'Italia, allora governata da una amministrazione diversa da quella di cui Ella fa oggi parte, ritenne opportuno seguire l'esempio degli Stati Uniti. A tutt'oggi, una quarantina di paesi, su quasi duecento nel mondo, hanno riconosciuto l'indipendenza del Kossovo. Fra questi, la grande maggioranza è costituita da paesi europei.
Eccellenza, in seguito ad una giornata di riflessione sul problema del Kosovo, organizzata due settimane or sono a Trieste dalla Comunità Serba e dall'Associazione Culturale Strade d'Europa, tutti i presenti hanno sostenuto l'idea di inviarLe questa lettera. In altre parole si sente diffusamente il bisogno di attirare la Sua qualificata attenzione sulla questione onde invocare una Sua azione diplomatica, volta a far assumere al nostro paese una condotta maggiormente rispettosa del diritto internazionale e degli interessi dell'Italia medesima.
La proclamazione unilaterale di indipendenza del Kosovo è stato un atto abusivo, che ha violato quanto stabilito dalla Risoluzione 1244 adottata dal Consiglio di Sicurezza dell'Organizzazione delle Nazioni Unite nel giugno del 1999. Non esistono situazioni "sui generis" che possano ammettere una deroga alle norme del diritto internazionale, di cui l'Organizzazione delle Nazioni Unite è depositaria, né interessi tali da giustificare tale violazione. La sovranità del Kosovo appartiene alla Serbia e la popolazione kosovaro-albanese non possiede obbiettivamente le caratteristiche sufficienti per assumere i connotati di un popolo distinto dagli altri popoli del mondo. Esiste già un popolo albanese, che vive in uno stato sovrano: la Repubblica di Albania. La popolazione kosovaro-albanese, pertanto, non dovrebbe essere autorizzata ad esercitare il diritto all'autodeterminazione dei popoli.
Alla luce di tali considerazioni e ritenendo che il passo diplomatico compiuto da Roma il 21 febbraio 2008 (riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo) sia stato affrettato e dannoso per la pace e per la stabilizzazione della regione balcanica, si chiede cortesemente al Suo Ufficio di voler avviare un processo serio e meditato di riesame della questione. In particolare, ci si permette di suggerire al Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Italiana di valutare l'opportunità di un congelamento della presa di posizione italiana in merito all'indipendenza del Kosovo, alla data del 16 febbraio 2008. Sarebbe, altresì, indice di sensibilità politica, nonché di opportuna cautela, dichiarare che l'Italia riconoscerà ufficialmente l'indipendenza del Kosovo quando questa sarà formalmente riconosciuta dall'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Ciò permetterebbe al nostro paese di mantenere una posizione adeguatamente neutrale e non pregiudicherebbe né i nostri rapporti con la Serbia, né quelli con la popolazione kosovaro-albanese del Kosovo.
Il nostro paese, che possiede una storia ed una cultura bimillenaria, contiene la più alta concentrazione di beni artistici del mondo, secondo la classificazione effettuata dall'UNESCO, ed ha la responsabilità, più di altri paesi europei, di indicare un segnale che sia frutto di una ponderata analisi culturale della questione, rispettosa della storia e dei rapporti privilegiati sviluppati dalla civiltà italiana, dal dodicesimo secolo in poi, con la civiltà serba. Tale segnale, tale illuminato ripensamento, assunto possibilmente alla vigilia dell'imminente vertice russo-europeo di Khanty Mansiysk, permetterebbe anche di preparare un terreno fertile per una nuova fruttuosa intesa decennale fra l'Unione Europea e la Federazione Russa, indispensabile per garantire lo sviluppo economico e la cooperazione politica nei prossimi anni.
Eccellenza, certo della Sua attenta valutazione delle parole espresse in questa lettera, e invocando quella personalità internazionale che deve competere ad un paese importante e sviluppato come l'Italia, La prego di voler sollecitare una riflessione in seno al nostro governo.
Restando a Sua più completa disposizione per ulteriori analisi, nel caso fossero necessarie, La prego di voler credere, Eccellenza, ai sensi della mia alta stima e considerazione.
Stefano Pilotto
Trieste, 12 giugno 2008
Prof. Stefano Pilotto Storia dei Trattati e Politica Internazionale Università degli Studi di Trieste Piazzale Europa, 1 34127 Trieste Tel. 333 60 65 560 Posta elettronica: pilotto@mib.edu
Per aderire all'Appello, scrivere a:
stradedeuropa@hotmail.it
Fonte: http://kosovo.splinder.com/
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