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All’Isiao il Tibet di Ippolito Desideri
:::: 1 Luglio 2008 :::: 11:05 T.U. :::: Evento :::: Redazione

All’Isiao il Tibet di Ippolito Desideri


Mercoledì 2 luglio, alle ore 17:00

presso la Sala Conferenze dell’Istituto
Italiano per l’Africa e l’Oriente

Via Ulisse Aldrovandi 16/A
Roma

si terrà la presentazione del volume di Enzo Gualtiero Bargiacchi
“Ippolito Desideri S.J. Opere e bibliografia” (Institutum Historicum Societatis Iesu, 2007).

Oltre all’autore del testo, saranno presenti all’evento Franco Salvatori, Presidente
della Società Geografica Italiana, Francesco D’Arelli, Direttore della Biblioteca
dell’Isiao e Robert Danieluk, Direttore dell’archivio storico della Compagnia di Gesù.
Presiederà l’incontro Gherardo Gnoli, Presidente dell’Isiao.

Ippolito Desideri, il missionario gesuita che all’inizio del Settecento dette un contributo
importantissimo alla conoscenza del Tibet, della sua cultura, della civiltà e della sua
concezione religiosa, è un personaggio assai caro all’Isiao. Tra i primi a scoprire e
valorizzare il contributo culturale lasciato in eredità dal missionario pistoiese, ci fu
sicuramente Giuseppe Tucci, fondatore dell’Ismeo, che così si espresse a suo
riguardo: «l’arrivo di Desideri a Lhasa segna una data memorabile nella storia degli
studi tibetani perché egli fu il primo a rivelare all’Occidente il Tibet, non dico nei suoi
caratteri etnografici o nei suoi confini geografici, quanto piuttosto nella sua profonda e
intima realtà spirituale».
Il lavoro di ricerca che è stato compiuto da Enzo Gualtiero Bargiacchi, ci consegna un
testo in cui viene proposta una rassegna delle opere di Desideri, corredata con una
vasta bibliografia. L’opera di divide in due parti: in una prima vengono analizzate le
opere, i manoscritti e le pubblicazioni; in una seconda, invece, è condensata
l’amplissima rassegna bibliografica di tutte le monografie o articoli che a Desideri
fanno riferimento.
“Ippolito Desideri S.J. Opere e Bibliografia” «è il risultato di un lavoro ultra
decennale», dice l’autore. «Il libro si inserisce in un percorso molto più ampio che,
tramite il “Progetto Desideri” (si veda il sito web http://www.ippolito-desideri.net ), ha
l’obbiettivo di diffondere e far conoscere l’importantissima eredità che il missionario
pistoiese ci ha lasciato. Il lavoro di ricerca, però, non finisce qui, anzi. Il testo
rappresenta un passo in avanti nella ricerca sul Tibet, sul buddhismo e, in generale,
sulle scoperte di Desideri ma non è certo un punto d’arrivo», conclude Bargiacchi.
L'Isiao è un ente pubblico che opera sotto la vigilanza del Ministero degli Affari
Esteri per favorire la conoscenza del mondo asiatico ed africano. L'ente, che è sorto
nel 1995 dalla fusione dell'Ismeo ("Istituto italiano per il medio ed estremo Oriente") e
dell’IIA ("Istituto italo-africano"), ha tre sedi: a Roma, a Milano e a Ravenna. La
missione dell'istituto è quella di operare nel campo della promozione culturale al fine
di avvicinare l'Italia ai Paesi dell'Africa e dell'Asia e alla loro cultura.
L'Isiao, nel corso degli anni, ha istituito centri di studio e di ricerca, organizzato
mostre e conferenze, patrocinato convegni e seminari specialistici, curato l’edizione di
riviste e pubblicazioni di rilevante valore accademico, finanziato importanti campagne
archeologiche, istituito corsi di lingue e culture africane e orientali, sottoscritto
convenzioni e gemellaggi con analoghi enti accademici sia italiani che stranieri,
realizzando tutto ciò con la collaborazione dei suoi soci e di un gran numero di esperti
e docenti di formazione africanistica e orientalistica.

Sin dall'anno di fondazione, l'Isiao è presieduto dal professor Gherardo Gnoli.

Per informazioni:
Ufficio stampa Isiao:
MAB.q Srl
Tino Redaelli
tel. 0289289300
tino.redaelli@mabq.com
Gianluca Maggiacomo
tel. 0698262330
gianluca.maggiacomo@mabq.com

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