Il premier dell'India chiede di por termine all'opposizione al patto nucleare con gli Stati Uniti
Nuova Delhi (AFP) 11 giugno 2008
Manmohan Singh, il primo ministro indiano, mercoledì, ha fatto un nuovo appello agli alleati di sinistra del governo e dell’opposizione, per far cadere le obiezioni ad un pericoloso patto per l’energia nucleare con Washington. Singh, che sta sostenendo l'affare, avrebbe il permesso a che l'India compri la tecnologia e le centrali elettriche senza firmare patti globali di non proliferazione, ha detto che aveva promesso che sarebbe stato finalizzato presto, segnalava l'agenzia Press Trust of India.
L'appello di mercoledì, è visto come un ultimo sforzo di Singh per ottenere l'accordo prima che il Presidente degli Stati Uniti, George W Bush, un sostenitore leale del patto, lasci l'ufficio alla fine dell'anno e prima che l'India affronti le elezioni nazionali nel maggio 2009, al più tardi.
"La nostra politica interna ci ha impedito di andare avanti. Ancora, continuerò a sperare di poter realizzare dei progressi nei prossimi mesi", avrebbe detto Singh, citato dall’agenzia.
Il patto, che deve essere ratificato dal congresso degli Stati Uniti, prima dello elezioni presidenziali di novembre, porrà fine all'esclusione dell’India, lunga tre decadi, dal commercio nucleare globale, ha detto Singh. "Quest’accordo, se si attua, se vede la luce del giorno, aprirà nuove possibilità alla cooperazione, non solo con gli Stati Uniti, ma anche con altre potenze nucleari come la Russia e la Francia", ha detto.
Il patto, adottato nel 2006, non è riuscito a ottenere il supporto dei comunisti ed i nazionalisti indù all’opposizione, che dicono comprometterà il programma militare di Nuova Delhi e lo allea più strettamente con Washington. Singh, che dice che l'accordo aiuterà l'India ad soddisfare il proprio fabbisogno energetico, necessario per alimentare la sia economia in crescita rapida, mercoledì ha provato ancora ad acquietare tali timori. "L’accordo protegge l'interesse nazionale dell’India, protegge la sua capacità di usare l'energia nucleare, protegge i suoi interessi strategici ed allo stesso tempo dà nuove possibilità per la cooperazione civile", ha detto Singh.
Oltre all’assenso dal congresso degli Stati Uniti, il patto ha bisogno dell'approvazione dall'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (IAEA), per porre i reattori nucleari civili dell’India, sotto le misure di sicurezza delle NU. L'India, inoltre, richiede via libero dal gruppo delle 45 nazioni fornitrici nucleari (NSG), che regola il commercio nucleare civile globale, presso di cui può cominciare a comprare i reattori nucleari ed il combustibile.
I senatori chiave degli Stati Uniti, ed i funzionari superiori, stanno aumentando la pressione su Nuova Delhi per accelerare questi punti, al più tardi ai primi di luglio, in modo che il patto possa ottenere l'approvazione definitiva dal congresso degli Stati Uniti, dove attualmente ha un supporto bipartitico.
Traduzione di Alessandro Lattanzio. Alessandro Lattanzio, redattore di Eurasia. Rivista di studi geopolitici, esperto di questioni militari e autore di:
Terrorismo sintetico
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Articoli di Alessandro Lattanzio pubblicati in Eurasia:
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