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Rapporti di Eurasia

Prepararsi al futuro: le nuove possibilità

4-2009 :::: Vladimir I. Jakunin :::: 10 dicembre, 2009
Prepararsi al futuro: le nuove possibilità

La crisi finanziaria in corso dipende dagli squilibri tra interessi divergenti, e va osservata attraverso il prisma delle dinamiche geo-economiche mondiali, che mostrano uno spostamento di potenza economica dall’Atlantico all’Asia. Il primato economico dell’Occidente dipende dal ruolo del dollaro come valuta di riserva mondiale, che garantisce enormi profitti agli USA e al FRS. La domande del dollaro come merce è tendenzialmente in calo, e la crisi è un metodo drastico per rilanciarla creando penuria del bene. Tuttavia, la sorte del dollaro è segnata, anche se non sono escluse possibili tensioni internazionali di vasta portata se la NATO scegliesse di ricorrere alla forza. La tendenza è ad una regionalizzazione dei sistemi economici e valutari, e la Russia pare decisa a creare una propria zona geo-economica.



I doni avvelenati dell’Angelo misericordioso

3-2009 :::: Dragan Mraovic :::: 19 novembre, 2009
I doni avvelenati dell’Angelo misericordioso

Malgrado le ripetute smentite e censure dei governi e dei militari della NATO, contro la Jugoslavia nel 1999 furono condotti bombardamenti contrari al diritto internazionale, colpendo intenzionalmente la popolazione civile e l’ambiente con agenti nocivi i cui effetti perdurano negli anni. Tra essi il più noto ed utilizzato è l’uranio impoverito, contenuto nei proiettili. Ricerche scientifiche e statistiche raccolte sul campo, sia tra i civili sia tra i soldati occupanti, dimostrano come l’uranio impoverito provochi brusche impennate nell’incidenza di tumori maligni, malattie genetiche e malformazioni congenite. Il suo effetto nocivo non rimane confinato alla sola zona bombardata, ma tramite i venti e le piogge s’estende alle regioni circostanti, anche a grandi distanze.



Più che una semplice “impasse”. Modelli in contrasto, visioni geopolitiche e MERCOSUR

2-2009 :::: Alberto J. Sosa e Cristina Dirié :::: 11 ottobre, 2009
Più che una semplice “impasse”. Modelli in contrasto, visioni geopolitiche e MERCOSUR

L’Argentina nel corso della sua storia ha sperimentato diversi modelli di sviluppo economico. Inizialmente fu quello agro-esportatore che, vincolato agli scambi con l’Inghilterra ed al commercio internazionale, andò in crisi negli anni ‘30. Si tentò allora un’industrializzazione sostitutiva, prima sotto la guida peronista e poi sotto quella radicale, inframmezzate però da colpi di Stato militari. Negli anni ‘70 anche questo modello fu accantonato per una politica neoliberista ortodossa, condotta prima dai militari e poi da Menem, i cui effetti furono però disastrosi economicamente e socialmente. L’Argentina ha pagato duramente questo fallimento all’inizio del nuovo millennio, ma sotto la gestione di Duhalde prima e di Nestor Kirchner poi, è riuscita a riprendersi. Davanti a sé si aprono ora due possibili strade: adottare un modello agro-industriale, che rischierebbe però di trasformare l’Argentina in una mono-cultura di soia da esportazione (con conseguente “malattia olandese”), oppure uno industriale diversificato, che beneficerebbe l’intera popolazione. Ma perché questa seconda via di sviluppo abbia successo, è necessaria una forte integrazione nel MERCOSUR e una solida alleanza col Brasile.



Elezioni iraniane: la tesi dei brogli al vaglio

1-2009 :::: Daniele Scalea :::: 19 settembre, 2009
Elezioni iraniane: la tesi dei brogli al vaglio

Alcuni candidati sconfitti alle elezioni presidenziali iraniane hanno denunciato brogli sistematici che avrebbero rovesciato i reali risultati; questa tesi è stata accettata in maniera largamente acritica da gran parte dei media occidentali. In realtà, gli argomenti che la sostengono non sono solidi. Il vantaggio del candidato vincitore sul secondo classificato è enorme e non risultano prove di brogli massicci nei seggi. L’ipotesi che i risultati siano stati riscritti a tavolino in sede di conteggio centrale pare smentita dal riconteggio parziale dei voti. I risultati ufficiali sono verosimili e dunque credibili: essi sono in linea con quelli delle precedenti elezioni e con quanto previsto dai sondaggi. I sospetti avanzati si fondano per lo più su metodologie dubbie o errate e su pregiudizi svincolati dalla realtà fattuale.



La situazione della economia russa nella crisi finanziaria

f.s. - 2008 :::: Viktor Ivanter e Jacques Sapir :::: 24 ottobre, 2008
La situazione della economia russa nella crisi finanziaria

La crisi attuale in Russia non è paragonabile con quella del 1998. Il ruolo della borsa nel paese è irrisorio ed il suo crollo non ha conseguenze immediate. Gl’interventi del governo sono stati efficaci ed hanno impedito che imprese strategiche fossero acquisite all’estero dopo il crollo della capitalizzazione; inoltre, hanno garantito la stabilità del sistema di credito russo. Nell’economia reale, la crisi incide sui settori edilizio e metallurgico. Le riserve finanziarie dello Stato sono ancora ingenti. Cina e UE devono promuovere una riforma del sistema finanziario mondiale che ridimensioni il ruolo degli USA.



Lo scudo antimissile e il suo obiettivo

f.s. - 2007 :::: Daniele Scalea :::: 1 giugno, 2007
Lo scudo antimissile e il suo obiettivo

[Con un aggiornamento del 22 agosto 2009] Il progetto statunitense d’installare un sistema anti-missili balistici in Polonia e Cèchia ha suscitato le rimostranze della Federazione Russa, che lo considera una minaccia alla propria sicurezza nazionale. Washington si difende asserendo che lo “scudo antimissile” sarà rivolto a fronteggiare eventuali attacchi da parte dell’Iràn e della Corea del Nord, e non costituisce una mossa ostile alla Russia. In questo saggio, Daniele Scalea cerca di definire i termini della questione, spiegando in cosa consistono i missili balistici e lo scudo antimissile e sottolineandone il peso geo-strategico. Passa quindi a valutare la reale minaccia portata agli USA ed all’Europa dagli arsenali missilistici di Iràn e Corea del Nord e, appoggiandosi anche a fonti ufficiali ed accademiche statunitensi, oltre che alle tesi russe, cerca d’individuare contro chi sia realmente rivolto lo scudo antimissile in Europa Orientale, e quale ruolo potrebbe avere nello scenario mondiale futuro se fosse realizzato.



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