Gentile Lettore,
di seguito il sommario degli aggiornamenti della Rivista "Eurasia" di questa settimana (dal 21 al 27 Aprile 2012):
ULTIME USCITE
Iran 2012. La profezia di un’apocalisse? La previsione di una guerra contro l’Iran torna a rimbalzare, da anni, nel dibattito pubblico, ogni volta smentita dai fatti. Anticipare lo scoppio di una guerra può essere esercizio intellettualmente stimolante ma probabilmente inutile, poiché, se la guerra scoppierà, essa non sarà conseguenza di un accidente della storia ma un suo determinato e specificoprodotto. Molto più utile, dunque, indagare le cause profonde, i contesti, gli scenari che potrebbero o meno condurre a questa guerra, con la consapevolezza di come il laboratorio iraniano rappresenti il microcosmo attraverso cui interpretare il tempo contemporaneo, scosso da innumerevoli e profondissime crisi, e il suo sviluppo futuro. Breve recensione qui
Resoconto della conferenza: “La lotta per l’Africa. Il neocolonialismo occidentale in Africa, l’ingerenza di Gran Bretagna, Stati Uniti e Francia. La nuova politica africana della Repubblica Popolare Cinese“.
Un'approfondita analisi della situazione coreana ed una vasta panoramica sulle questioni geopolitiche che ruotano attorno al 38° parallelo: questi i contenuti della prima apprezzata conferenza organizzata dal Centro Studi Eurasia Mediterraneo dal titolo “Prospettive geopolitiche della Corea Popolare. Nel centenario della nascita di Kim Il Sung”, svoltasi mercoledì 18 aprile a Trieste.
L'EDITORIALE
La Russia sta sviluppando un'azione aggregatrice per restaurare in parte quell'unità che si è disgregata col crollo dell'URSS. Il 1 gennaio 2012, infatti, è entrato ufficialmente in vigore l'accordo siglato da Russia, Bielorussia e Kazakhstan per l'istituzione di un'unione doganale preliminare all'unificazione dell'economia delle tre repubbliche. In un articolo pubblicato dal quotidiano "Izvestia" che ha suscitato l'allarme dei commentatori occidentalisti, Vladimir Putin ha definito lo Spazio Economico Unico "un traguardo di portata storica non solo per i tre paesi, ma anche per tutti gli Stati postsovietici". Nel caso di una sua rielezione alla guida della Russia, Putin prospetta il passaggio di questi tre paesi ad una fase ulteriore di coordinamento e quindi alla nascita del nucleo di una Unione Eurasiatica.
ALTRI ARTICOLI
Nello scorso febbraio il Patriarca ecumenico e arcivescovo ortodosso di Costantinopoli, Bartolomeo I, è stato ricevuto dalla commissione parlamentare che lavora alla redazione della nuova Costituzione turca. Nel corso dell’audizione si era discusso della possibilità di un riconoscimento della personalità giuridica delle comunità religiose, condizione imprescindibile – fra l’altro – per l’acquisizione diretta di proprietà senza l’intervento di problematici intermediari.
Cyber-terrorismo è un neologismo di nuova generazione che tenta di definire una nuova forma di terrorismo di tipo informatico. Tuttavia a livello terminologico il concetto è quanto meno poroso a causa dell’assenza di quadro giuridico internazionale di riferimento che inevitabilmente conduce a dibattere intorno ad esso e sulla sua effettiva esistenza. Interpretazioni tipicamente “restrittive” discordano dall’ inserirlo nella “famiglia” dei terrorismi mentre quelle più “aperte” spesso tendono a confonderlo con i suoi derivati tra i quali cyberwar, cybercrime. Il confuso linguaggio terroristico ha portato ad un allargamento delle maglie terminologiche creando zone d’ombra dove concetti quali cyber-terrorismo non trovano una classificazione. Questo stato di cose deriva da un paradosso ben noto sta alla base di questo edificio concettuale; se una vera definizione di terrorismo tutt’ora non esiste, poiché non accettata comunemente dai maggiori attori della politica mondiale, ciò che tentiamo di definire cyber-terrorismo, da esso discendente, diviene puro esercizio retorico fine a se stesso. Una risposta da parte dell’Unione Europea.
Mentre le attuali politiche internazionali ruotano intorno alle aspre questioni di Siria e Iran, gli sviluppi in altre parti del mondo sono abbastanza interessanti, soprattutto dal punto di vista della geopolitica dell'Eurasia, in cui l'India e la Russia hanno un'importante partecipazione.
Il collegamento dell'India con la Russia attraverso l'Iran e l'Asia centrale non fornirà beneficio solo ai paesi coinvolti nel progetto del corridoio nord-sud, ma faciliterà anche il commercio nella regione euroasiatica, aprendo vasti mercati e riducendo i costi di trasporto e viaggio. Alla fine di questo mese, i paesi coinvolti nel progetto si incontreranno a New Delhi per deliberare ulteriormente e dare una forma concreta a questo progetto.
Dal seminario di “Eurasia” tenutosi il 20 aprile a Parma sullo scenario geopolitico africano ed in particolare sulla situazione degli ultimi due anni in Costa D’Avorio, scaturiscono spunti interessanti per un’analisi a livello macro dell’attuale continente nero e delle neostrategie occidentali volte a detenerne il controllo per una geostrategia lungimirante.
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