L'Editoriale di Eurasia
L’Africa nel sistema multipolare
Nel nuovo assetto multipolare, in piena fase di consolidamento, l’Africa rischia di diventare, per ragioni economiche e geostrategiche, la posta in gioco tra il sistema occidentale a guida statunitense e le potenze eurasiatiche, Russia, Cina ed India. Al fine di prevenire ed ostacolare tale eventualità, e soprattutto per acquisire un determinante ruolo globale nel medio e lungo periodo, l’integrazione continentale dell’Africa rappresenta una necessità ed una sfida, cui le classi dirigenti africane sono chiamate urgentemente a dare una risposta. Verosimilmente, tale integrazione si dovrebbe configurare su base regionale, seguendo tre direttrici principali, costituite rispettivamente dal Mar Mediterraneo, dall’Oceano Indiano e dall’Oceano Atlantico.
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Il Parlamento del Kazakistan ha ratificato l’accordo relativo all’istituzione di un gruppo di protezione della forza di reazione rapida post-sovietica. La Shanghai Cooperation Organization (SCO) sta valutando le domande di adesione dell’Iran e del Pakistan.
Europa

Ieri, 30 gennaio, il quotidiano “Il Giornale” della famiglia Berlusconi ha pubblicato un’intervista di Stefano Zurlo a Aldo Giannuli. Pur definendosi un “uomo di sinistra”, Giannuli mostra di credere alla tesi del complotto internazionale a danno del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Mediterraneo e Vicino Oriente

Se Israele riesce ad entrare nella NATO, la sua belligeranza regionale sarà appoggiata dall’intera forza collettiva dell’Alleanza. Prima che ciò avvenga, si domanda Galal Nassar, gli arabi reagiranno?
Asia Meridionale

La vittoria del presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapaksa, nelle elezioni presidenziali svoltesi il 26 gennaio, diventa un momento decisivo per la sicurezza regionale. La velocità con cui i paesi occidentali hanno approvato la sua vittoria ha un significato più profondo di quello che appare ad occhio, in quanto giunto al culmine di una valanga di critiche incessanti sul regime Rajapaksa, nei mesi passati.
Estremo Oriente

La sospensione degli accordi di cooperazione inter-coreana, il rifiuto dei termini dell’armistizio del 1953, inasprimento delle posizioni diplomatiche, la riapertura degli impianti nucleari, la ripresa dei test sotterranei, nuovi lanci di missili e razzi. Dal momento del suo ritiro dal TNP (Nuclear Non-Proliferation Treaty), nel 1993, la Corea del Nord ha puntualmente sfidato la comunità internazionale. L’ultima sfida: l’avvio da parte di Pyongyang, lo scorso venerdì, di tiri di artiglieria nel Mar Giallo, per il terzo giorno consecutivo, in un settore delicato al confine con la Corea del Sud.
Area Anglosassone

Le decisioni di Obama appartengono ancora al libro dei desideri, che vengono talvolta esauditi, non però per la consapevole volontà di coloro che le hanno prese; solo per un concorso specifico di circostanze dipendenti dai rapporti di forza tra le varie lobbies e dall’affermarsi, più o meno celere, del vero multipolarismo, anch’esso legato a molteplici congiunture dei reciproci rapporti di forza tra formazioni sociali diverse.
America Indiolatina

Il 24 gennaio 2010, esattamente a mezzanotte e un secondo, l’emittente venezuelana RCTV International ha cessato le sue trasmissioni via cavo. Si conclude così, tra polemiche ed incognite, una vicenda iniziata nel 2002. In Argentina si sta verificando una situazione simile, seppure con fondamenti storici differenti, permane una netta lotta tra grandi gruppi editoriali e governo.
Africa

All’origine degli scontri avvenuti nella città di Jos, che hanno causato quasi 500 morti, ci sarebbero motivazioni di carattere politico. A sostenerlo è l’arcivescovo della città monsignor Ignatius Ayau Kaigama. Con la diffusione della notizia, il 17 gennaio scorso, tutte le agenzie di stampa avevano parlato di conflitto interreligioso.






