L'Editoriale di Eurasia
Il Mediterraneo tra l’Eurasia e l’Occidente
Editoriale del numero XXVI (2-2012) “Chi controlla il territorio costiero governa l’Eurasia; chi governa l’Eurasia controlla i destini del mondo”1. Questa celebre formula, proposta dallo studioso americano Nicholas J. Spykman (1893-1943) in un libro che apparve postumo mentre era in corso il secondo conflitto mondiale, può aiutare a comprendere il significato geopolitico della “primavera [...]
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La prospettiva di un boom economico eurasiatico senza precedenti, che duri fino al prossimo secolo e oltre, è a portata di mano. I primi passi che vincolano il vasto spazio economico sono stati fatti con numerosi e poco pubblicizzati collegamenti ferroviari che connettono Cina, Russia, Kazakistan e parti dell’Europa occidentale. Sta diventando chiaro a più [...]
Europa

Che cos’è, insomma, l’Europa? Lontano da qui, disseminata tra Bruxelles e Strasburgo, c’è una selva di edifici in acciaio e cristallo, di uffici lussuosi, di sale da riunione e da conferenza; una pletora di dirigenti, di parlamentari, di funzionari, d’interpreti e di consulenti ben pagati, qualcuno strapagato; una Commissione Europea, un Consiglio d’Europa, un parlamento [...]
Mediterraneo e Vicino Oriente
Dal punto di vista delle scienze strategiche, il potenziale e il ruolo internazionale di un Paese può essere approfondito da diverse visuali. La storia, l’economia, la società, la cultura, la politica, sono tutte sfere da analizzare, ma prima di ogni cosa bisogna valutare la questione della posizione geografica di una nazione. Vi sono almeno tre [...]
Asia Meridionale

Secondo le fonti più accreditate, New Delhi possiederebbe 80/100 testate nucleari, destinate ad armare velivoli caccia-bombardieri e missili di teatro. L’ex ufficiale dell’intelligence indiana, J.K. Sinha, ha affermato che l’India è in grado di produrre 130 kg di plutonio per uso militare ogni anno, grazie ai sei reattori non inclusi nell’accordo nucleare tra India e [...]
Estremo Oriente

Se il tenente generale dell’Esercito ed ex sottosegretario alla Difesa degli Stati Uniti William G. Boykin se ne fosse rimasto a fare il pensionato, sarebbe ricordato come un militare che è stato presente sui teatri di guerra più importanti degli ultimi quarant’anni, oppure come il comandante di quell’ US Army Special Operations Command che scatena i Rangers. Invece egli rischia di passare alla storia come un predicatore con le stellette, figura non nuova nell’ US Army , ma certamente rarissima con un curriculum come il suo. E’ dal 2007 anno in cui è andato in pensione che il tenente generale Boykin è professore con il preciso compito di insegnare agli studenti dell’ Hampden-Sydney College in Virginia, «a pensare in modo critico e a comunicare in modo efficace».
Area Anglosassone

Gli esempi continuano ad accumularsi sulla disparità tra gli atti sistematici delle dirigenze politiche e le loro analisi, generalmente presentate dopo l’esplodere di questi atti, e le analisi delle informazioni relative a queste crisi, dove queste dirigenze pongono i loro atti. (Per “atti di dirigenza politica” si intendono evidentemente dei processi di comunicazione, essenzialmente dichiarazioni, pressioni, influenze, ecc. Si tratta naturalmente del comportamento corrente di queste direzioni, più dialettica e virtuale che veramente operativa, anche per quanto riguarda i problemi cosiddetti geopolitici più acuti – come l’attacco a sorpresa contro l’Iran, dibattuto pubblicamente per sette anni, tra quasi un mese…)
America Indiolatina

Diversamente dal dualismo semplicistico con il quale la Casa Bianca e la maggioranza della sinistra descrivono il processo, in America Latina esistono quattro blocchi di nazioni in contesa tra loro. Ciascuno rappresenta differenti gradi di adeguamento o di opposizione alle politiche e agli interessi americani, che dipenderanno da come gli Stati Uniti definiscano o ridefiniscano [...]
Africa

Oggi l’Africa odierna spazia dall’Aids ai conflitti fomentati dalle ex potenze coloniali; dal fondamentalismo islamico alle fragili paci; dal petrolio sino alla penetrazione cinese che ha il pregio pragmatico di non mettersi maschere pietistiche nel far man bassa nel Continente.






